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La nascita del Regno d'Italia e della Lira Italiana


In località Scanello del Comune di Loiano, piccolo borgo a 30 chilometri da Bologna, c'è un'antica dimora settecentesca, costruita sui ruderi di un castello  medioevale che all'epoca nasceva sui terreni di Matilde di Canossa. L'antica casa signorile, conosciuta anche come  Villa della Fratte, è ricordata soprattutto come Palazzo Loup, dal nome dell'illustre agronomo svizzero Luigi Loup, il quale, sotto la sua “reggenza” trasformò la tenuta di Scanello in un esempio di azienda agricola moderna e razionale.

...Ebbene, proprio qui, qualche decina di anni fa, nel corso di lavori di ristrutturazione dell'antico palazzo, fu scoperta per caso una lapide. Il testo inciso nel marmo recita:

 

“La sera del dì 28 Settembre 1859 convennero in questa villa Bettino Ricasoli, Carlo Luigi Farini, Lionetto Cipriani, Marco Minghetti, Rodolfo Audinot (e) stabilirono di togliere ogni barriera doganale fra Toscana, Romagna, Modena, Parma e divisarono i futuri provvedimenti per l'unione dell'Italia centrale sotto il regno di Vittorio Emanuele II”.

 

La targa fu posta dall'allora proprietario, il Conte Luigi Loup, proprio per ricordare ai posteri quel meeting di cui fu principale artefice. I sei massimi esponenti politici dei governi di Bologna, Modena, Parma, Piemonte, Romagna e Toscana si radunarono in segreto in una stanza di palazzo Loup per decidere il futuro dell'Italia, allora divisa in tanti piccoli stati. Con l'abolizione delle barriere doganali e l'adozione della Lira come moneta unica, posero le basi alla nascita del Regno d'Italia e alla successiva unificazione nazionale sotto l'egida di Vittorio Emanuele II. Il convegno fu tanto segreto che se ne persero le tracce in mancanza di verbali o altri documenti scritti.

Le origini della Lira


Carlo MagnoE' un “suono” antichissimo che volteggia sulla Storia d'Europa da più di un millennio e nasce con la riforma monetaria voluta da Carlo Magno fondatore e Imperatore del Sacro Romano Impero.

La monetazione carolingia stabiliva una corrispondenza monetaria ben precisa. Una Libbra d'Argento (434 grammi), corrispondeva a 240 Denari12 Denari equivalevano a un Soldo e 20 Soldi formavano una LIRA.

In pratica, però, la Lira o Libbra di argento era solo “moneta di conto” che rappresentava un'unità di peso; la moneta che circolava realmente era il Denaro d'argento e ogni Zecca doveva consegnare 240 Denari d'argento per ogni Libbra dello stesso metallo prezioso ricevuta.

Questo meccanismo “valutario” durò per secoli e anche se nel corso della storia i nomi e il valore delle monete cambiarono molte volte, il gioco delle corrispondenze (240, 20, 12) in Europa rimase immutato fino all'età napoleonica.

 

Il presente

 

Un EuroMolto tempo è passato dal Sacro Romano Impero e la moneta unica inventata da Carlo Magno, 1 Lira = 1 Libbra di argento, oggi si è trasformata nell'Euro (solo nel senso di… 1 € = moneta unica europea).

Nonostante ciò, la nostra vecchia moneta è ancora una presenza storica che continua a vivere nel castello delle nostre economie come una specie di fantasma buono, affettuoso e rassicurante. Si potrebbe dire: non c'è più; se non fosse che molti di noi sono ancora abbarbicati alla Lira e ad essa si rivolgono per fare i conti e per valutare prezzi e salari,  mentre i cittadini più giovani, già allenati all'uso dell'Euro, guardano sorridendo chi lo fa.

E i giovanissimi? Loro non hanno mai usato la Lira forse non sanno nemmeno che era rappresentata dal simbolo (£), per alcuni non è mai esistita, mai vista, per altri la Lira è già un oggetto del passato, non solo, ma pare che le generazioni “moderne” guardino alle monete semplicemente tenendo conto del loro valore economico e le pensano molto meno come oggetti simbolici veicolo di messaggi nobili.

Il passato storico

 

Nelle gallerie fotografiche, che trovate alla fine di questo articolo, sono riportati i Fac-Simili delle banconote stampate e delle monete coniate “sul suolo della nostra penisola” sin dal 1472 fino al 1997, prima dell'entrata in vigore dell'Euro. Le immagini rappresentano una piccola testimonianza storica, del passato dei nostri papà, dei nonni e ancor più dei bisnonni, della loro fortuna e della loro operosità, nonché un “monumento” concreto e vivo alle radici loro e nostre. Quando si celebra un grande avvenimento storico, di solito, si usa ricordare battaglie, guerre, condottieri ed eroi; a me piace ripercorrere gli ultimi  due secoli della storia italiana attraverso le monete e le banconote perché, anche se inconsueto, è questo un modo singolare per ricordare a giovanissimi, giovani e meno giovani che la Lira è stata per un secolo e mezzo l'emblema dello Stato Italiano e, come la bandiera tricolore, ha rappresentato il simbolo della sovranità nazionale degli Italiani sin da quando, quella che da sempre era stata l'idea di Nazione Italia, 150 anni fa conquistò il diritto di organizzarsi come Stato Italiano e anche il potere di battere moneta…

 

Una Lira 1859 FirenzeIl Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue. Articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d'Italia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Da Torino addì 17 marzo 1861.

 

Sono queste le parole presenti nella legge n. 4671 del Regno di Sardegna e valgono come proclamazione ufficiale del Regno d'Italia; la legge n. 4671 fu promulgata il 17 marzo 1861 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 18 marzo 1861.

Questo è il 150° anno trascorso da quella storica data, nella quale il Regno di Sardegna assunse il nome di Regno d'Italia, in seguito all'annessione degli stati pre-unitari.

La “Babele” monetaria del post-unità

 

1861 Regno d'ItaliaNei territori che formarono nel 1861 il Regno d'Italia, circolavano 236 diverse monete metalliche, se poi si aggiungono quelle delle province venete e romane, al momento del loro ingresso nel Regno, allora il totale delle monete metalliche sale a 282: Baiocco, Carantano, Carlino, Doppia, Ducato, Fiorino, Franceschino, Francescone, Lira, Lirazza, Marengo, Onza, Paolo, Papetto, Piastra, Quattrino, Scudo, Soldo, Svanzica, Tallero, Testone, Zecchino. Questi sono solo alcuni dei nomi delle monete usate in Italia prima dell'Unità. Esistevano sei diversi sistemi monetari e al loro interno la situazione non era affatto omogenea: si utilizzavano contemporaneamente monete locali e straniere, antiche e recenti, conformi o meno al sistema legale. Insomma una babele monetaria, fino a quando, il 24 agosto 1862, Vittorio Emanuele II firmando la Legge N°788 - Legge fondamentale sull'unificazione del sistema monetario, dava un definitivo assetto alle emissioni ed alla circolazione delle monete dello Stato Italiano. Qualche anno dopo, con Regio Decreto del 17 febbraio 1870 n. 5527 la fabbricazione delle monete venne concentrata nella sola Zecca di Milano, Genova, Firenze, Napoli e Venezia e a far data dal 1892, con Decreto 28 giugno 1892, n. 330, tutte le emissioni di monete metalliche vennero concentrate a Roma.

La Lira: un ricordo da mettere in soffitta?

 

La lira del 1859 e la Mille Lire 1997La continua dimestichezza con il denaro non sempre si accompagna con la conoscenza della storia della propria Nazione e dei meccanismi che ne hanno regolato il funzionamento, eppure, la storia della vecchia Lira si è dipanata parallelamente a quella dell'Italia; ogni moneta, ogni banconota è stata ed è ancora oggi l'espressione della grande civiltà e del progresso del nostro  Bel Paese.

Il denaro, i soldi, i quattrini,  sono stati il tramite tangibile attraverso il quale lo Stato Italiano ha affermato i suoi valori più alti; sulle banconote e su quei piccoli tondini di metallo, che per anni ci sono passati tra le mani, erano impressi i simboli di libertà, pace, lavoro e prosperità: gli ideali, cioè, a cui tutti abbiamo guardato e guardiamo, ma  nel contempo, hanno anche rappresentato i sogni e le speranze di tante generazioni di Italiani.

Le monete e le banconote italiane, che sono in assoluto le più belle del mondo, sono anche un vivo documento dell'arte e dell'umanità che il popolo Italiano ha mostrato nei suoi rapporti religiosi, civili, sociali, politici, economici.

Marco Polo, Dante, Colombo, Leonardo, Michelangelo, Tiziano, Caravaggio, Bernini, Raffaello, Galilei, Volta, Manzoni, Bellini, Verdi, Montessori, Marconi, sono solo alcuni dei Grandi Italiani che hanno fatto grande l'Italia nei secoli e nel mondo ed è per questo che  la Lira è oggi ben più che un ricordo da mettere in soffitta.

 

Donato Di Stasi



Gallerie fotografiche delle monete e delle banconote dell'Unità d'Italia
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Monete dal 1472 al 1958



Banconote dal 1874 al 1944
1 Lira 1946 Le monete italiane 1946 al 1958



Le banconote italiane dal 1945 al 1997

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