Il Progetto Le finalità Contatti Mappa del sito Note legali  

News


Eventi San Potito

Angoli magici

Dedicato a

Dicono di noi

Newsletter

Nome:
Email:



 

13 Giugno 1861

La scuola serale a San Potito Ultra

 

 Manifesto-1861  Tempo fa, Italo Mauriello mi regalò la copia di un manifesto stampato a cura della Provincia Di Principato Ulteriore. Il foglio, datato 13 Giugno 1861 è a firma del Cav. Nicola De Luca, a suo tempo, Governatore di Avellino.

Sulle prime, considerai il documento solo come una rarità, di interesse pari a quello che può suscitare …un documento che porta la data di un secolo e mezzo fa!

 

Poi, dopo qualche tempo, alla luce di una più attenta lettura, il vecchio foglio si è rivelato più prezioso di quanto potesse sembrare, infatti, il suo contenuto ci dà l'occasione di rivisitare alcuni avvenimenti storici che si riferiscono ai primi mesi della proclamazione del Regno d'Italia.

 

Tutto gioca sulla sequenza di alcune date collegate da eventi che cambiarono la storia della nostra nazione e degli Italiani, specialmente quelli del Sud e quindi anche dei Sampotitesi. Ma cerchiamo di seguire il filo logico degli vicende attraverso una piccola cronologia degli accadimenti...

 

 

12 Settembre 1860

 

Di ritorno da Zurigo, dove insegnava letteratura italiana al Politecnico,  Francesco De Sanctis è nominato Governatore del Principato Ulteriore dal governo provvisorio di Garibaldi. Come governatore deve preparare il proclama per convincere gli Irpini a votare in favore del plebiscito, per l'annessione al Regno Sabaudo che si terrà il 21 Ottobre successivo. L'appello agli Irpini è l'occasione per l'amara constatazione delle condizioni sociali di quelle popolazioni e nel contempo anche una promessa di riscatto. Ecco in breve, uno dei passaggi più incisivi e significativi del proclama che il De Sanctis fece al popolo della provincia di Avellino il 16 Ottobre 1860:

"Votare pel NO significa votare per l'ignoranza, per la povertà, per l'arbitrio dall'alto sino al basso, per il governo delle bastonate. Il governo borbonico aveva detto: facciamo questo popolo ignorante, povero e corrotto. Un popolo ignorante non ragiona, ma ubbidisce. Un popolo povero pensa al pane e lascia fare a noi. 

Votare pel SI vuol dire votare per l'istruzione, per la ricchezza, per l'indipendenza e la grandezza della patria, per la libertà".

Il 24 Settembre, poi, confidandosi con un amico ebbe a dire: 

"Lavoro con la consolazione di far molti felici, adorato soprattutto dalla bassa gente, sono in un paese profondamente concitato e violento, in preda a moti sanguinarii di contadini ignoranti, dove si viene facilmente alle fucilate. Se sapessi in che babilonia ho trovato la provincia! Che contraddizioni di poteri! Che barriera burocratica! Che incuria, trascuratezza, negligenza, passività e malafede d'impiegati! Dappertutto un odore di ladri che spaventa!".

 

 Il De Sanctis coprirà la carica di governatore fino al 20 Ottobre 1860. Di lì a poco, con le elezioni del 1861, sarà chiamato a ricoprire la carica di Ministro della Pubblica Istruzione nel governo di Cavour. Gli Irpini votarono quasi unanimemente come aveva suggerito il De Sanctis.

21 ottobre 1860 

Nelle province meridionali si vota per rispondere al plebiscito sull'annessione al Piemonte del  Regno delle Due Sicilie. La formula del plebiscito è: "Il popolo vuole l'Italia Una e Indivisibile con Vittorio Emanuele Re Costituzionale e i suoi legittimi discendenti?.

Il popolo dell'ex regno Borbonico rispose così:

Nel continente su una popolazione di 6.500.000 abitanti circa 1.650.000 erano iscritti nelle liste elettorali; i votanti furono 1.312.366 (79,5%);  1.302.064 votarono a favore e 10.302 contro.

In Sicilia su una popolazione di 2.232.000 abitanti circa 575.000 erano iscritti nelle liste elettorali; si recano alle urne 432.720 (75,2%); 432.053 furono i favorevoli e 667 i contrari

 

18 Febbraio 1861

A Torino capitale d'Italia, si riunisce a Palazzo Garigliano il primo Parlamento nazionale nel quale erano rappresentate tutte le regioni annesse. (fatta eccezione del Veneto che sarà annesso nel 1866 con la III guerra d'indipendenza e del Lazio, che sarà annesso nel 1870 con la presa di Porta Pia).

26 Febbraio 1861

Il Senato italiano approva, con 129 voti a favore e 2 contrari, la mozione che conferisce a Vittorio Emanuele II e ai suoi discendenti il titolo di re d'Italia. È ritirato un emendamento che proponeva di aggiungere la formula "per provvidenza divina e per voto della nazione". La legge sarà approvata dalla Camera, per acclamazione, il 14 Marzo e promulgata il 17 Marzo 1861.

 

17 Marzo 1861

Il Parlamento ratifica l'unificazione e proclama il Regno d'Italia. Vittorio Emanuele II assume il titolo di Re d'Italia. Nella stessa seduta parlamentare viene proclamato che Roma sarebbe stata sottratta al Papa per diventare la capitale del Regno.

6 Giugno 1861

Tre mesi dopo la proclamazione del regno d'Italia, muore Camillo Benso conte di Cavour. Il primo governo d'Italia, presieduto dallo statista piemontese che aveva dominato la scena politica durante il Risorgimento, resta in carica per un totale di 81 giorni, ovvero 2 mesi e 20 giorni. In questo governo Francesco De Sanctis è Ministro della pubblica Istruzione.

12 Giugno 1861

Bettino Ricasoli vara il suo primo governo e riconferma il De Sanctis Ministro della Pubblica Istruzione (il primo Ministro della P.I. del Regno d'Italia). Il De Sanctis curò soprattutto l'istruzione elementare, normale e magistrale ed ebbe a cuore il problema della preparazione dei maestri che dovevano essere "capaci di un'azione educativa tendente a sollevare le plebi al rango di cittadini italiani". ...Come dire: compiuta l'unificazione politica e amministrativa del paese, era necessario creare l'unità nazionale nelle coscienze dei cittadini del Regno dei Savoia. Il Ministro affidò questo non facile compito anche alla scuola le cui condizioni, però, erano molto carenti. Per la difficile opera di fusione tra le amministrazioni scolastiche degli antichi stati; per il fatto che il nuovo stato unitario ereditava dal Regno Delle Due Sicilie una struttura scolastica che, se ben articolata, era poco efficiente e per di più quasi tutta gestita dagli ordini religiosi; si rendeva  urgente e necessario concentrare tutti gli sforzi nella diffusione capillare dell'istruzione primaria e nella lotta contro l'analfabetismo.

13 Giugno 1861

Alle misure adottate dal ministro De Sanctis, seguì una fitta sequenza di circolari esplicative indirizzate ai prefetti di provincia e agli ispettori scolastici, per l'applicazione delle leggi che regolamentavano l'istruzione elementare, secondaria e superiore, su tutto il territorio della nazione.

In Irpinia il Cav. Nicola De Luca, ultimo Governatore di Avellino, con un manifesto, (quello regalatomi da Italo) emana le norme che dovranno regolare l'istituzione ed il funzionamento della scuola primaria popolare nella Provincia del Principato Ulteriore: "s'insegnerà  il leggere, lo scrivere, ed  il fare i contionde far cessare quella profonda ignoranza che per tanti anni  si  è con dolore  osservata  in queste provincie meridionali". Queste disposizioni, finalizzate a un complessivo ammodernamento sia sotto il profilo organizzativo che didattico del sistema scolastico, tardano, però, a conseguire tangibili risultati: il problema del reclutamento dei maestri, la mancanza dei nuovi libri di testo per uniformare metodi e programmi d'insegnamento e l'insufficienza di immobili idonei a ospitare scuole di ogni ordine e grado, costituiscono alcuni degli oggettivi impedimenti. Ma, più in generale, il governo unitario, in molti casi deludendo speranze e aspettative, si rivela distante dai concreti bisogni del Mezzogiorno... "In ogni sera, ed in un locale della Casa Comunale, dal Municipio fornito di quanto bisogna, sarà aperta la Scuola primaria popolare, e ciò dalle 24 alle ore 2. Tutti potranno intervenirvi, purché abbiano compiti gl'anni nove". ...Visto che l'Italia dell'Unità era un regno di analfabeti, per quest'ultimi si istituiva la scuola serale e chi voleva imparare a leggere, scrivere e far di conto, lo poteva fare solo dopo una dura giornata di lavoro: dalle ventiquattrore della sera (così si usava dire una volta, per significare: quando calava la sera) fino alle ore due, (per significare: fino a due ore dopo il calar della sera).

A sopperire le gravi carenze dell'istituzione "scuola" entrano in gioco le energie autonome e responsabili di quell'intellighenzia locale formata da: giuristi, letterati, professori, medici, parlamentari. Esse si rivelano l'elemento propulsore di non pochi progetti culturali e di positive iniziative sostenute dalle stesse autorità cittadine che puntano, con le scarse risorse finanziarie utilizzabili e con non poche incertezze e tentennamenti, alla riduzione dell'analfabetismo e all'allargamento sociale dell'istruzione.

In tal senso il Governatore Cav. N. DE LUCA, che di li a poco diventerà il primo Prefetto di Avellino, …(Il Regio Decreto n. 250 del 9 ottobre 1861 stabiliva che, in tutte le province del Regno, i Governatori e gli Intendenti avrebbero assunto il titolo di Prefetto, figura che negli anni immediatamente successivi all'unificazione diventerà di un'importanza cruciale) …rivolge il suo elogio all'intellighenzia Sampotitese di quel tempo esprimendosi testualmente in questi termini:

 "Mi è grato in ultimo render di pubblica ragione essersi di già installata nel Comune di S. Potito la Scuola anzidetta, e quel Sindaco amante del bene della patria, ha con proprio denaro provveduto al bisognevole, mentre i signori Sacerdote Francesco d'Elia, Sacerdote Pietro Mauriello, Francesco Lamberti medico, Nicola Cindolo e Francesco Tampano, animati da vera filantropia si sono offerti esercitare gratis la carica di maestri.  

 

Mi spero che l'esempio di questi egregii Cittadini, sarà al certo di sprone a tutti coloro che sentono amore di patria, ed hanno interesse a promuovere tale proficua istituzione."

 

firma

 



Manifesto-1861 Manifesto-1861

Per leggere il Manifesto Originale

                                               

Per leggere il Manifesto Trascritto


(31 Voti)