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Cultura e spettacolo
Il Carnevale
Martedì 03 Febbraio 2009 00:00
Carnevale

Re CarnevaleIn alcune città inizia il 26 Dicembre, in altre a Capodanno o all'Epifania, in altre ancora il 2 Febbraio giorno della Candelora; termina sempre il martedì grasso che precede il giorno delle Ceneri, che dà inizio alla Quaresima, periodo di digiuno, penitenza e purificazione che serve di preparazione alla Pasqua. È uno dei riti più antichi della storia e del folclore dei popoli, le sue origini si perdono nella notte dei tempi e non c'è una data ben precisa alla quale si può far risalire la sua nascita; si dice che già nel 2000 a.c. una festa molto simile al nostro Carnevale era praticata dagli Egizi in onore di Iside dea della fertilità dei terreni e della maternità.

Per i Greci, il Carnevale rappresentava il passaggio dall'inverno alla primavera, lo festeggiavano due volte all'anno dedicando tale solennità a Dioniso che secondo la tradizione mitologica, moriva ogni inverno per rinascere in primavera, simboleggiando, con la rinascita e la ricomparsa dei frutti sulla terra, la promessa della ripresa dei cicli vitali della natura.

I Romani, invece, con i Saturnali celebravano l'anniversario della costruzione del tempio dedicato al dio Saturno e in quei giorni si riversavano nelle strade cantando ed osannando il padre degli Dei.

Questa solennità dell'antica Roma si svolgeva in un periodo compreso tra il 17 e il 23 dicembre, nel solstizio d'inverno, alla fine del ciclo dell'anno solare. Durante i festeggiamenti si capovolgeva l'ordine sociale costituito: i plebei potevano confondersi con i nobili e viceversa e per non essere riconosciuti durante le pratiche licenziose e festaiole tutti ricorrevano al travestimento e all'uso delle maschere, "prese in prestito" dai Baccanali, festeggiamenti in onore di Bacco.

Il Cristianesimo, nell'intento di far "ordine" nel complicato panorama delle festività pagane, cercò di moderare quelle più smodate, privandole del contenuto magico e rituale; ma pur così facendo, il clero medioevale si ritrovò a tollerare feste popolari, collegate al Carnevale, che nulla avevano a che vedere con gli antichi riti Saturnali che si erano trasformati in una festa "trasgressiva" durante la quale l'abbandono ai piaceri materiali è descritto perfettamente nei versi de "La canzona di Bacco" dei canti carnascialeschi di Lorenzo il Magnifico...

Quant'è bella giovinezza,

che si fugge tuttavia!

chi vuol esser lieto, sia:

di doman non c'è certezza.

 

Ciascun apra ben gli orecchi,

di doman nessun si paschi;

oggi siàn, giovani e vecchi,

lieti ognun, femmine e maschi;

ogni tristo pensier caschi:

facciam festa tuttavia.

Chi vuol esser lieto, sia:

di doman non c'è certezza.

Chi-vuol-esser-lieto-sia

Dopo alterne vicende di gloria e decadenza, le manifestazioni carnevalesche hanno recuperato con forte vigore le tradizioni popolari tanto che al giorno d'oggi il Carnevale è diventato l'antica festa che ogni anno ritorna per divertire grandi e piccini, vissuta in tutto il mondo come un'occasione per evadere dalla realtà. Nelle grandi città, come nei piccoli centri si organizzano, con impegno e passione, sfilate di carri allegorici e di maschere che, cantando e ballando si muovono tra due ali di folla festosa; in tutta questa baldoria l'aria si colora di stelle filanti e coriandoli e per le strade si diffonde un'ondata di buon umore, soprattutto tra i bambini.

Carnevale di VeneziaVenezia ospita certamente il Carnevale più famoso d'Italia, ma non è da meno quello di Ivrea, in Piemonte, con la "battaglia delle arance"; c'è poi il Carnevale di Fano, nelle Marche, con la "guerra" dei cioccolatini tra il pubblico e chi sta sopra i carri; Caratteristico anche il Carnevale di Viareggio in Toscana con i famosi carri allegorici. Riconosciuto come uno dei carnevali più antichi d'Europa, quello di Putignano, piccolo centro pugliese, con la Festa delle Propaggini che consiste nella recitare versetti in rima nel dialetto locale per prendere in giro i potenti del paese; c'è poi il Carnevale più spettacolare e più coreografico della Sardegna quello di Oristano, dedicato alla Sartiglia.

Cavalieri SartigliaIl Carnevale è un fenomeno culturale e folcloristico molto sentito anche in Campania e specialmente in Irpinia ove si presenta in forme diverse ed originali: Montemarano, Paternopoli, Castelvetere, Castelfranci e Volturara Irpina; l'area dell'hinterland di Avellino con la Zeza di Bellizzi Irpino, Mercogliano, Monteforte Irpino, Cesinali e Forino; l'area del Montorese con Montoro Inferiore e Superiore; l'area del Vallo di Lauro e del Baianese con Taurano, Baiano; l'area della Valle Caudina con Cervinara.

Carnevale-San-PotitoAnche a San Potito Ultra, da sempre, si festeggia il carnevale e come da tradizione ogni anno si organizza la sfilata delle maschere. Dopo aver percorso le vie del borgo cantando e ballando, nel tardo pomeriggio il festoso corteo si riversa nell'ampia piazza del paese, allestita per l'occasione con tavoli colmi di dolci caratteristici che vengono consumati da grandi e piccini tra una tarantella e una tammurriata.

 

Donato Di Stasi


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