Il Progetto Le finalità Contatti Mappa del sito Note legali  

News


Eventi San Potito

Angoli magici

Dedicato a

Dicono di noi

Newsletter

Nome:
Email:



Intervista ad una emigrata
Sabato 25 Ottobre 2008 15:14

 

Che il cuore, di chi è lontano dai propri affetti, possa "soffrire" di sana e buona nostalgia, lo conferma ciò che Rita Bonaventura scrive dalla Svizzera. Rita è partita tanto tempo fa da San Potito Ultra; lo ha fatto per amore ed oggi è moglie e madre in terra straniera. Pur vivendo lontano, però, ha saputo costruire dentro di sé un "ponte" che le ha permesso di congiunge gli affetti lasciati nel paese natio con la realtà che vive in Svizzera.

A dimostrazione che a volte la nostalgia può cristallizzarsi in una forma di idealizzazione del passato, facendo apparire la vita come un'occasione mancata, con la conseguente svalutazione del presente e la sfiducia nel futuro. In molte altre circostanze, invece, essa si trasforma in un sentimento che infonde, allo stesso tempo, coraggio ed operosità; consolida i legami sociali ed accresce l'autostima, poiché se è vero che un momento del passato è trascorso per sempre, un ricordo conservato e condiviso è un patrimonio di dolcezza che ci apparterrà per sempre, è una parte del filo ininterrotto che lega colui che parte a chi rimane e viceversa.

firma

 

Una persona ormai lontana da tempo, emigrata per necessità o per amore, porta con sé racchiuso nel profondo del cuore un forte amore per il proprio paese d'origine e per le persone care che ha dovuto lasciare. Porta con sé anche tristezza e malinconia che, purtroppo, rendono la vita sempre un po' infelice, però saranno poi proprio i ricordi profondi così forti, legati al proprio paese a dare la forza, la carica per andare avanti e poter sorridere, ricordando le feste del paese, le processioni, il modo bello di incontrarsi in chiesa, il modo di salutare per sempre un caro. In una terra straniera le abitudini cambiano, il modo di fare cambia, ma non il tuo essere... e così, anche se lontani, si cerca di non dimenticare le tradizioni, ma riviverle insieme ad altri italiani, anche se non del tuo paese. Si ricordano le canzoni più note e si trasmettere ai figli la madre lingua, facendo loro frequentare corsi di cultura italiana e perché no, insegnare il dialetto del paese.

Si continua a ricordare le ricette tipiche e si raccontano ai figli usi e costumi del proprio paese e poi con gioia si legge nei loro occhi la voglia di conoscere luoghi, persone e tradizioni a noi care.

Si cerca di fare il possibile per non dimenticare chi siamo e da dove veniamo ed é bello quando il proprio paese fa qualcosa per te, per aiutarti a non essere solo. Di solito siamo noi a dover tornare e tenere vivi i nostri ricordi, ma a volte sono i nostri paesani a venire da noi e ricordarci che ci sono vicini e che non siamo soli. È raro ma è bello quando riescono a risvegliare in te l'amore profondo che non riuscirà mai a spegnersi dentro. Io ho avuto la fortuna di essere nata in un paese tra persone belle che mi hanno trasmesso tutto ciò. Spero che altri come me abbiano avuto questa fortuna. Vorrei approfittare di questo momento per ricordare a tutti che è bello essere Italiani ed è bello aver nel proprio cuore tutto ciò che ci unisce alle nostre origini; è bello coltivare sempre le nostre tradizioni; è bello essere emigrati perché penso che non avrei mai amato cosi tanto ciò che gli altri hanno per abitudine. Io amo il mio paese, amo la sua gente, amo le feste in piazza, amo la chiesa e i suoi riti religiosi, le manifestazioni per i bambini, il cane che abbaia, il gatto che corre, l'aria che respiro quando sono "giù", il cibo saporito e soprattutto la mia famiglia.

RitaBonaventura





(32 Voti)