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Jorge Pòrfido, un Argentino d'Italia
Domenica 03 Luglio 2011 16:05
Jorge Porfido, un Argentino d'Italia
 
Jorge PorfidoJorge Pòrfido è un italo-argentino di quarta generazione, pronipote di emigrati italiani giunti in quella parte delle americhe ai tempi d'oro del "mito argentino"; vive a La Plata, la città dei tigli, capoluogo della provincia di Buenos Aires, ma è nato a Mercedes il 29 Marzo 1986.
Ha studiato presso UNLP, l'Università Nazionale di La Plata, una delle più importanti università d'Argentina e si è laureato in Biologia Molecolare; parla lo spagnolo, l'inglese e l'italiano; ha cercato le sue origini e le ha trovate qui, in Contrada Radicozzo.
Pur essendo nato all'estero, Jorge ha sempre avvertito quell'innata esigenza che spinge l'uomo a non dimenticare le proprie origini e per questo, dopo la laurea, ha sentito forte il bisogno di visitare l'Europa e l'Italia in particolare. Volando dall'aeroporto di La Plata verso l'Italia, Jorge fa scalo a Napoli l'11 Febbraio 2011 e da qui inizia una sorta di viaggio nella memoria che lo porta subito a contatto con la cultura e le tradizioni di cui ha sicuramente avuto narrazione dai nonni e dai genitori, e così, partendo dall'aeroporto di Capodichino si appresta a visitare i luoghi dell'affettività, i paesi e le città da cui, in un certo senso, la propria storia familiare ha avuto inizio...

Le Origini di Jorge

Pellegrino PorfidoIl bisnonno era Pellegrino Porfido, nato a San Potito nel 1892, appartenente al ramo dei Porfido Gabriele. Pellegrino sposa Annina Amatucci e dal matrimonio nascono tre figli: Antonio, Severino e Linda.
Annina AmatucciLa bisnonna era Annina Amatucci, nata a San Potito Ultra nel 1893, sorella di: Ersilia Amatucci, Giovanni Amatucci ('a guardia), Ermelinda Amatucci che risiedeva in Brasile, Antonio Amatucci, che viveva a Bologna e Michele Amatucci ('o faociaro) padre di Antonio Amatucci, già sindaco di San Potito Ultra fino all'inizio degli anni '90. Annina era zia di Nazzaro Alfonsina (figlia di Ermelinda), sposata con Cataldo Giuseppe da Montefalcione (AV), Annina era anche zia di Michelina Nazzaro, la sorella di Alfonsina che viveva a Mercedes.


2001 Severino Porfido

Il nonno era Severino Porfido, nato a San Potito Ultra nel 1923. Severino sposa Susanna Gerardi e dal matrimonio nascono cinque figli: Miguel, Fernando, Maria, Marta e Jorge Pòrfido (senior).

 

I genitori sono Jorge Pòrfido (Senior) e Viviana Barayoli, dal loro matrimonio sono nati tre figli: Jorge (Jr.), Juan Ignacio e Santiago.

...La Storia

1935 Mercedes (RA) Severino Pellegrino Anna LindaPotrebbe scrivere in inglese o in spagnolo, per raccontare la storia della sua famiglia, ma Jorge, pur incontrando le dovute difficoltà, scrive in italiano, per ribadire con orgoglio che lui è un italo-argentino.
...Tra il 1929 e il 1930, i fratelli Porfido Pellegrino e Porfido Severino, partono da San Potito Ultra per gli U.S.A. alla ricerca di un lavoro stabile e di un avvenire migliore, ma il l'approdo in terra americana non è dei più felici, il crollo di Wall Street ha già causato quella profonda crisi economica e industriale che sconvolge non solo il mondo del lavoro degli "states" ma anche l'economia mondiale.
Pellegrino è sposato con tre figli e capisce che, per lui e la famiglia che ha lasciato in Italia, in America non c'è futuro; lascia gli U.S.A. e come una piccola goccia di quella grande ondata migratoria, costituita per lo più da spagnoli ed italiani che sfuggivano dalla povertà, giunge in Argentina, dove trova lavoro a Buenos Aires facendo il barbiere. Dopo qualche tempo si trasferisce a Mercedes, una cittadina in provincia di Buenos Aires e qui, qualche tempo dopo, viene raggiunto dalla moglie, Annina Amatucci e dai tre figli: Antonio, Severino e Linda.
Severino giovane...Quando Severino, partì per l'Argentina era gia in età scolare e appena arrivato dovette incominciare tutto daccapo: non solo continuare a leggere e scrivere l'italiano, ma dovette imparare anche e soprattutto lo Spagnolo, oltre alle tante altre cose che si imparano a scuola, e, studiò tanto da diventare maestro. Insegnò nelle scuole di "campagna" e di "città" e fu nominato anche direttore scolastico in più di qualche scuola. Successivamente, cambiando totalmente attività lavorativa, impiantò "una Marmoleria", una fabbrica per la lavorazione del marmo, nella quale a tutt'oggi lavorano il padre e lo zio di Jorge Jr.

Parlando dei nonni paterni, il nipote Jorge dice che: a Severino gli piacevano molto gli uccelli e le piante, ...aveva un bel giardino, che ...ora è curato da nonna Susanna; non so a che età si sono sposati, ma so che hanno avuto una grande famiglia, perché oggi oltre i cinque figli ci sono anche dieci nipoti e un pronipote:


Viviana BarayoliLa madre di Jorge è Viviana Barayoli, ma lui è convinto che il vero cognome sia Baraggioli e che sia stato cambiato per adeguarlo all'inflessione della lingua spagnola, è figlia di Jose Luis Barayoli e Delia Gallo.
La nonna Delia è figlia di Carlos Gallo e Secundina Olivieri.
Il bisnonno Carlos è figlio di Luigi Gallo ed Emilia Ratto, che sono i trisavoli
La bisnonna Secundina è figlia di Domingo Olivieri e Maria Ricagni, anche questi trisavoli.
Luigi Gallo è nato a Bergolo (CN) Piemonte. Anche la famiglia Olivieri è piemontese, della provincia di Alessandria. Piemontesi erano anche i Ricagni e italiani erano i Ratto e gli Olivieri.


...il "Contatto" con l'Italia

Jorge-Sabina-Eliana-a-Ercolano

Jorge, Argentino d'Italia

(di Sabina Porfido)

...Esser nato in Argentina e chiamarsi Jorge.

Mio padre, Jorge. Prima di me mio nonno Severino.

Non c'è tradizione nei nomi, c'è nel sangue.

Aveva sette anni Severino quando partì dall'Italia, neanche 25 Jorge quando toccò l'Italia.

81 anni trascorsi, non invano.

Quando i nostri partivano emigranti per il mondo e quando sempre i nostri tornarono come turisti assetati di patria cultura.

Oggi festeggiamo i 150 anni dell'Italia unita. Argentino d'Italia, migrante nel pensiero questa è l'Italia che vorrei per tutti.

No! Meglio, il mondo che vorrei si chiama Jorge, come Samir, Kaled, Alì... sbarcati a Buenos Aires, come a Pantelleria.

...Il Sud: sempre uguale! Una speranza, una vita.


 

Sabina Porfido racconta: “ho conosciuto Jorge, cercando i “Porfido” in giro per il mondo su Facebook; gli ho chiesto l'amicizia e subito abbiamo iniziato a dialogare. Lui mi ha scritto chiedendomi se fossi di San Potito... ed è così che è nata la nostra amicizia. All'inizio pensavo che potesse essere un parente stretto di mio nonno Severino, ma poi mia madre Adalgisa mi ha illustrato bene il quadro familiare, molto probabilmente appartiene al ramo dei Porfido Gabriele (di fronte al cimitero). Abbiamo fatto delle ricerche anche all'archivio comunale, scoprendo che il padre del nonno (il bisnonno Pellegrino) partì da San Potito nel 1930. Poi è venuto il mio invito, che finalmente si è realizzato quest'anno, Jorge arriva a Napoli l'11 Febbraio 2011 e riparte il 15; la foto in allegato è datata 11 febbraio. Io e la mia amica Eliana, abbiamo fatto da guida nel fargli visitare Ercolano e poi, facendogli fare un'escursione anche sul Vesuvio. Jorge ha visitato Napoli, Capri ed infine è stato due giorni a San Potito, conoscendo un po' di gente, di parenti e ammirando un po' di Irpinia, per ripartire alla volta di Parigi e poi Londra, Amsterdam, Berlino ...Roma. Ha visitato tutta l'Europa (quasi), per poi rientrare in patria. Quando è ripartito ho fatto una curiosa considerazione: ...guarda a volte il caso, nel 1861 fu proclamata la Repubblica Argentina e nel 1861 fu fatta l'Unità d'Italia, sembra quasi un gemellaggio La Plata-San Potito Ultra. Mi è venuto spontaneo scrivere la poesia: Jorge, un Argentino d'Italia. Spero vi sia piaciuta.”

Donato Di Stasi

 

 

Se volete saperne di più cliccate sulle icone sottostanti

 

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