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Tommaso Mauriello
Mercoledì 02 Giugno 2010 13:58

Tommaso-Mauriello-titolo

 

Lo-stemma-di-famiglia

 

  Sullo stemma di famiglia c'è scritto:

Mauriello – oppure Maurello per fonetica,

è proveniente da Caltanisetta, ove fiorisce fino dal XIII Secolo.

Ebbe il patriziato di Messina e godette la baronia di Riesi.

Certo Ferdinando acquistò pure la baronia di Trabonello nell'anno 1747.

  Il Patriarca dei Mauriello di San Potito Ultra fu Gennaro, insegnante nelle scuole elementari del nostro borgo, maestro buono e severo, che sul finire dell'Ottocento sposò Virginia Campanile. Dalla loro unione nacquero Nicola, Tommaso, Elisa.

 

Gennaro-Mauriello-Virginia-Campanile  Tommaso, nato a San Potito Ultra il 17 Giugno 1900, quando giunge in età scolare, intraprende la lunga strada che lo porterà prima al liceo e poi all'università di Napoli, ove il 2 Agosto 1925 si laurea in medicina e chirurgia. Dopo la seduta di laurea, torna a casa in treno e alla stazione di Avellino lo attende lo zio, il notaio Pasquale Manfra di Salza Irpina che, (era zio acquisito perché il notaio aveva sposato Emilia Mauriello la sorella di Gennaro) con una carrozza a due cavalli, affittata per l'occorrenza, lo riporta a San Potito Ultra.

Giunto nel borgo i Sampotitesi gli fanno grande festa, lui ne rimane sorpreso, ma allo stesso tempo un po' contrariato e confidandosi in famiglia, quasi stizzito, ebbe a dire che l'accoglienza dei Sampotitesi gli era parsa calorosamente eccessiva: non meritava tanto! (...Tommaso allora non lo poteva prevedere, ma la calorosa accoglienza fu come il segno premonitore di un "destino" che lo avrebbe "consacrato" a medico condotto del nostro borgo...)  Nello stesso anno si abilita all'esercizio della professione e a partire dal 1° Gennaio del 1927 è il medico condotto di San Potito Ultra.

 

Ha inizio così la sua lunga carriera: "condotto" da un contratto di "condotta", ...il bisticcio è inevitabile perché la parola derivata dall'antico significato di condurre inteso come stipendiare, che lo impegnava all'assistenza continua, diurna e notturna, di una comunità e con due sole settimane all'anno di possibile e neppure sicuro riposo, con l'obbligo però di trovarsi e pagarsi un sostituto adeguato.

 

Laura-Moschella  Il 27 Maggio 1927, cinque mesi dopo la nomina a medico condotto del nostro borgo, Tommaso sposa Laura Moschella che, pur diplomata e abilitata all'insegnamento non eserciterà mai la professione e dalla quale avrà tre figli: Mario, Iris, Italo.

Durante i primi tre lustri, se da un lato, volge la sua amorevole cura alla famiglia, dall'altro si dedica alla professione che gli mostra una prospettiva futura sempre più concorde con i versi di una delle più popolari poesie giovanili di Arnaldo Fusinato, medico e poeta:

"…Arte più misera, arte più rotta

non c'è del medico che va in condotta…"

Il contenuto della poesia è pieno di verità perché nei suoi vivaci episodi si legge la storia mestamente avventurosa di tutti i medici "condannati" alla croce di una condotta.

  Di ciò è lo stesso Dott. Mauriello a darne conferma quando dice: "…I primi anni del mio esercizio professionale furono caratterizzati da due fattori: la mia inesperienza e una povertà (per non dire miseria) in buona parte del paese. Spesso pensavo: un po' peggio di così… si muore !!…"

  

Dott-Tommaso-Mauriello  Tanti erano i compiti da svolgere: nel suo lavoro faceva l'internista, il dentista, l'ostetrico e talora trovava anche il tempo di farsi divulgatore di scienza; aveva studiato per tanti anni e, anche se indossava dignitosamente giacca e cravatta, non era più ricco di quelli che curava nel fisico e nello spirito. Ma sapeva che nel borgo c'era bisogno della sua opera e lui la prestava con dedizione, magari recitando il distico auto-consolatorio:

"Arte più misera, arte più rotta

non c'è del medico che va in condotta"

però si dedicava alla comunità seguendo sempre  il vecchio giuramento di Ippocrate: 

"...In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario… Di ciò che io possa vedere o sentire, durante il mio esercizio o anche fuori dell'esercizio, sulla vita degli uomini, tacerò ciò che non è necessario sia divulgato, ritenendo come un segreto cose simili. E a me, dunque, che adempio un tale giuramento e non lo calpesto, sia concesso di godere della vita e dell'arte, onorato dagli uomini tutti per sempre; mi accada il contrario se lo violo e se spergiuro."

Le parole dell'antico giuramento elogiano, in maniera inequivocabile, le qualità professionali e morali del medico condotto che all'epoca tutti chiamavano: Don Tommase 'o dottore e che i Sampotitesi di una certa età, nel ricordarlo, ancora oggi ne parlano con rispettoso affetto, indicandolo come esempio di professionista serio e competente.

Se è vero che l'antica locuzione …Vox populi, vox Dei… stabilisce la verità di una cosa, quando il popolo è concorde nell'affermarla, il ricordo che emerge è quello di un medico d'altri tempi per il quale l'approccio umano era fondamentale. Dott-Mauriello-nel-suo-ambulatorioPremuroso e attento alla dignità del prossimo,  considerava i pazienti persone in una particolare fase della vita, quella della sofferenza e della preoccupazione, verso le quali adottò la "strategia medica" che è racchiusa nelle sue stesse parole: "noi medici ricordiamoci che ogni nostra azione deve valere per dare vita agli anni e non anni alla vita".

È in questi termini che, sin dagli anni del dopo-guerra, anni di profonde trasformazioni sociali, e fino al termine della sua professione medica, il Dott. Mauriello ha cercato di contemperare all'interno delle istituzioni, non solo le esigenze di cura di tutta la comunità sampotitese, ma anche la tutela della salute delle singole persone.

 

Ufficiale-medico-Tommaso-Mauriello In cerca di nuovi orizzonti professionali, il 30 Gennaio 1939 presenta, a Napoli, i documenti  utili a frequentare il corso di Aspirante Ufficiale Medico di Complemento, dopo aver sostenuto gli esami del corso, il 14 Ottobre dello stesso anno, con lettera N° 3025, il distretto militare di Avellino lo autorizza a compiere il servizio di prima nomina presso l'Ospedale militare di Napoli. Il 19 Maggio1940 dai Carabinieri di Salza Irpina gli vengono trasmesse le note personali per il corso di Ufficiale di complemento, frequentato a Febbraio: OTTIME. Il successivo 30 Maggio 1940 riceve la nomina a Sottotenente medico.

  Il 22 Gennaio 1941 Tommaso è richiamato alle armi e presta servizio prima, quale Ufficiale Medico, presso il 15° Reggimento Fanteria in Salerno e poi, quale Dirigente Sanitario, presso il 18° Reggimento Costiero in Sapri. Il 14 Settembre 1941 trasferisce a Sapri la famiglia  e qui presta la sua opera di medico fino al 7 Settembre 1943. Tutto sembrava procedere nel migliore dei modi, ma la guerra che di lì a poco passerà, ferocemente, anche sul cielo di Sapri, lo segnerà profondamente, in modo drammatico e indelebile, nel fisico e nell'animo.

Questa avvincente parentesi della vita del Dott. Mauriello potrete leggerla e verificarla nell'allegato che troverete a fondo pagina dal titolo "Sapri 1943".

Medaglia-comune  Ferito nel bombardamento di Sapri è in seguito congedato, decorato con la croce di guerra e pensionato per amputazione al 3° medio della gamba destra; il 27 Ottobre 1943 ritorna a casa e riprende l'esercizio della professione; nel 1952 pur vincendo il concorso per la condotta medica del Comune di Torre Annunziata, sceglie di continuare la sua opera di esperto ed apprezzato medico nella condotta di San Potito Ultra. Negli anni successivi l'esercito lo eleverà prima al grado di Capitano e successivamente al grado di Maggiore.

 

Medaglia-Ordine-dei-mediciContinuerà ad essere il medico condotto di San Potito Ultra anche dopo il 19 Giugno 1965, quando per raggiunti limiti di età sarà collocato a riposo dall'allora sindaco Prof. Antonio Maffei il quale, in attesa del nuovo medico titolare, lo nomina medico condotto interino a partire dal 1° Luglio 1965 e tale rimarrà fino al 1968, anno in cui verrà nominato medico condotto titolare il Dott. Giuseppe Galasso. Successivamente il comune di San Potito Ultra  conferisce al Dott. Mauriello la medaglia d'oro per i 41 anni di medico condotto. Il 9 Giugno 1984 per la lunga ed onorata carriera, l'Ordine dei Medici Chirurghi della provincia di Avellino gli conferisce una medaglia d'oro a ricordo del compimento dei cinquant'anni di laurea in Medicina.

 

Mandolino  Tommaso seppe interagire con la comunità non solo con la professione medica, ma anche attraverso varie forme di socialità e produzione culturale. Il suo hobby preferito fu la pittura, dipingeva soggetti di ogni genere e regalava ad amici e parenti i quadri che realizzava; diventò così bravo nel dipingere che si cimentò, con ottimi risultati, nel restauro della statua della Madonna del Soccorso.

Aveva imparato a modellare l'argilla con cui realizzava piccoli oggetti, suonava il mandolino, amava fotografare, era apicoltore, scriveva poesie, alcune delle quali pubblicate sulla rivista mensile di cultura ed arte: "MINUTI MENARINI" (riportata a fondo pagina). Ma soprattutto amava scrivere, usava le agende per scrivere i suoi diari: in alcuni dei quali, annotava il ménage familiare e gli avvenimenti del borgo, in altri, gli accadimenti nell'ambito della professione e una parte delle conoscenze e delle esperienze di medico condotto.

 

Valigetta-dei-colori

   Oggi, del "patrimonio" fotografico, artistico e professionale che il Dott. Mauriello ha prodotto in vita,  è depositario il figlio, Italo Mauriello, che ha raccolto in una monografia dal titolo "Medicina '900"  un estratto degli appunti di attività professionale del padre che vanno dal 1925, al  1965. La monografia realizzata da Italo, il terzogenito di Tommaso Mauriello, ci regala uno spaccato della vita paesana di una buona metà del secolo scorso. Il concentrato di notizie riportate ci fa capire il tenore di vita del borgo, la situazione igienico-sanitaria in cui versava la popolazione, l'organizzazione medico-specialistica del circondario ed il livello di prevenzione mirata alla tutela della salute collettiva.

   firma

 

 

 

Medicina-900 Sapri-1943 Minuti-Menarini-N178

Medicina '900

a cura di Italo Mauriello

Sapri  1943

Poesie

MINUTI MENARINI

 

 

Galleria dei Quadri Lo stemma di famiglia

Mini Galleria di Quadri

Galleria Foto

 

 

 






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