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La chiesa di Sant’Antonio di Padova

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uella di Sant'Antonio di Padova è una chiesetta Rettoria, cioè una chiesa che pur trovandosi in un territorio parrocchiale non svolge funzioni di parrocchia, ma dipende dalla chiesa parrocchiale del luogo per quanto riguarda le questioni canoniche e le direttive pastorali.

Costruita nel 1700, è caratterizzata dal fatto di avere un'unica navata, linee architettoniche semplici e sobrie finiture. La muratura è in pietrame squadrato, la copertura poggia su capriate metalliche, che anticamente erano di legno e la volta, in mattoni pieni, è posta a cupola sull'abside.

Al suo interno sono posizionati tre altari: quello principale, in marmo intarsiato, è dedicato al grande taumaturgo di Padova; dei due altari laterali, di marmo inciso e donati da fedeli, uno era dedicato a San Rocco, l'altro alla Madonna del Rosario. Oggi sull'altare di sinistra trova posto la statua della Madonna del Carmine, su quello di destra, ora vuoto perché la statua di San Rocco è stata trasferita nella chiesa madre, forse prenderà posto la statua della Madonna del Rosario in fase di restauro.

La chiesetta, che custodisce una sacra reliquia del santo, aveva un patrimonio che un tempo era gestito dalla Congrega di Carità.

Era questa un'istituzione che aveva la funzione di aiutare i poveri con denaro contante, dare medicine gratis agli ammalati, pagare i ricoveri ospedalieri, oppure mandare i bisognosi ai bagni termali di Ischia e a volte dare una dote da sposa alle donne prive di mezzi.

Altare principale dedicato a S.Antonio da Padova
Campanile

Accanto alla chiesa si erge una imponente torre campanaria che sovrasta e domina l'intero abitato di San Potito Ultra.

La sua costruzione è sicuramente antecedente a quella della chiesetta; infatti tra l'una e l'altra non esiste continuità di struttura portante, tanto che, le capriate che reggono la copertura della chiesa, ( una volta in legno, oggi di metallo) sono incassate nella muratura della torre.

L'ipotesi che i due fabbricati siano di epoca diversa è avvalorata dal fatto che, mentre su una pietra posta alla base della massiccia torre è scolpita la data 1607, all'interno della sagrestia trovava posto una piccola fontana, in pietra scolpita, datata 1701 che oggi si trova a sinistra dell'ingresso, sul quale è stata ricostruita, in legno, la nuova cantoria, cioè quella balconata ove anticamente era collocato l'organo.

 

Tutto l'edificio, così concepito in origine, fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1980. Subì gravi danni la copertura e la volta del presbiterio mentre l'arco trionfale e la stessa torre campanaria subirono gravi lesioni. Dopo diciassette anni, il 20 Dicembre 1997, a restauro completato, la chiesa è stata riaperta al culto e riconsegnata nella sua integrità architettonica al patrimonio storico ed artistico della comunità di San Potito Ultra.

Portale in pietra calcarea del 1700

Oggi, a metà strada del corso principale, l'odierna Via Roma che attraversa il centro storico di San Potito Ultra, il prospetto della chiesetta, che quasi si confonde con le case che le stanno a fianco, viene incontro al visitatore mostrando una facciata semplice e scarna, ma abbellita e resa preziosa da un portale, di pietra calcarea, scolpito con motivi naturalistici e floreali realizzato, da una bottega artigiana del Principato Ultra, nel 1700.

Chi varca la soglia ed entra nella chiesetta, viene subito avvolto da una sensazione di pace, da una fresca atmosfera di tranquillità, da un silenzioso invito alla preghiera.

 

Reader-icon Galleria fotografica della chiesa

 

 


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