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23 Novembre 1980: fu come una guerra! - A cura di Donato Di Stasi -
Mercoledì 10 Dicembre 2008 21:19

Diagramma-scossa

Gli scienziati dicono che raggiunse, nel suo culmine, il settimo grado della scala Richter, il decimo grado secondo la scala Mercalli e che le onde sismiche di inaudita potenza, propagandosi in lungo ed in largo da sotto l'Appennino Irpino-Lucano, distrussero in poco più di un minuto, tutto ciò che si trovava tra Sant'Angelo dei Lombardi e Balvano.

SismografoA 28 anni di distanza, in che termini si può "raccontare" e a chi bisogna ricordare, il più forte evento sismico verificatosi lungo l'Appennino meridionale negli ultimi 50 anni, se non ai più giovani, che non hanno alcuna memoria di quei giorni? Era domenica il 23 Novembre 1980, ed in Irpinia e Lucania fu l'apocalisse. I sismografi registrarono onde sismiche la cui potenza mandò fuori scala i pennini, tanto da farli saltare dal grafico.

Anche il tempo si fermò davanti alla potenza distruttiva della natura, che mise a nudo l'intimità delle case: ore 19.35 minuti.

Con l'inverno ormai alle porte, poi, per giorni e settimane, migliaia di senzatetto "dormirono" all'aperto per paura dei crolli e delle scosse di assestamento.

Bastarono poco più di 80 secondi per distruggere trecento paesi, più di tremila vite umane, ferirne altre diecimila e, come se non bastasse, compromettere per sempre l'esistenza di tutti coloro che sopravvissero alla furia devastatrice di quel terremoto.

OrologioOggi, a distanza di tanti anni, coloro che vissero e sono sopravvissuti a quell'esperienza, quando pensano a quegli 80 secondi, provano ancora, ora per allora: paura, impotenza, pietà, rabbia, tenerezza, speranza. Il 23 Novembre 1980, le stesse sensazioni le provarono, forse, anche due ragazzi, che pagarono al sentimento d'amore che li univa un prezzo troppo alto...

...A Lioni, cresce l'erba amorina.

Serve da prova agli innamorati.

Bisogna coglierla, masticarne un poco e metterne un altro poco sul braccio.

Se amore c'è, la pelle del braccio s'arrossa!

Se l'amore non c'è, non c'è rossore.

Così dice una leggenda.

...A Muro Lucano.

Meno di cinquanta chilometri a sud di Lioni.

Un'altra leg­genda, parla di Giovanna d'Aragona affogata qui da Carlo III.

...Ogni paese ha la sua storia, i suoi misteri, le sue fantasie.

Ma forse anche a Muro cresce l'erba amorina di Lioni e il pomeriggio del 23 novembre del 1980, dentro una Lancia Beta posteggiata in una stradina, si sta­vano dando prova d'amore Lucio P. 20 anni, e Antonietta A. 18 anni. Nessuno saprà mai se usassero l'erba amorina per conoscere la forza che li univa. Morirono abbracciati, nell'auto, sotto le macerie della cattedrale di Muro Lucano che crollò loro addosso.

I1 23 Novembre 1980 era domenica. Di pomeriggio, avevano visto passeggiare Lucio e Antonietta insieme, mano nella mano: controllavano le schedine del Totocal­cio. Avevano bisogno di soldi per sposarsi, speravano sempre di vincere, ha testi­moniato un amico comune, Canio C. cuoco, impiegato in un ristorante. Lucio e Antonietta s'incontravano una volta alla settimana, la domenica, appunto, perché lui lavorava in una fabbrica chimica di Tito e lei studiava nel liceo a Potenza.

Per amarsi, correvano a Muro Lucano.

Li ha uccisi un terremoto.

Una scossa di magnitudo sette della scala Richter, tra il IX e il X grado della scala Mercalli, con epicentro nella dorsale appenninica tra Avellino e Potenza.

 

... I1 23 Novembre 1980.

Sono cadute case e ospedali.

Pa­lazzi e catapecchie.

Chiese, caserme, scuole, ville.

...Sull'auto dov'erano Lucio e Antonietta cadde una cattedrale.

 

Questa storia vera, racchiude in se tutto ciò che fu il sisma del 23 Novembre 1980: fu come una guerra! Atroce, ingiusto e disumano. Con le sue ondate devastatrici, nel volgere di pochi istanti, non solo travolse le testimonianze del passato storico, artistico e culturale di moltissimi centri abitati, ma compromise seriamente anche le condizioni di vita delle popolazioni, cancellando, in molti casi, ogni parvenza di una già precaria attività economica.

 

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