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85a Sagra dell'Uva di Marino: noi c’eravamo!! - A cura di Donato Di Stasi
Sabato 21 Novembre 2009 10:00
85a Sagra dell'uva

Locandina sagra dell'uva

…Era noto a tutti che, già dalla fine del mese di agosto, la B.U.R.I.U. Travel Company di Mario De Cristofaro, stava organizzando una comitiva di amici e compaesani perché… se doveva da fa’ na gita a li castelli romani… E finalmente, dopo varie incertezze e false partenze, tutto è pronto, ci siamo!

Un…Pullman GT, …aria condizionata, …sedili reclinabili, …Tv Satellitare, …impianto Hi-Fi stereocuffiato, è lì, che ci attende, lungo il Viale Pertini di San Potito Ultra. Sono le ore sette di Domenica 4 Ottobre 2009 e la comitiva si raduna alla spicciolata vicino al Bus. C’è una leggera nebbia mattutina, siamo un po’ assonnati, ma, per il momento, tutti sobri!!! Allora… Si parte? No! …Un momento: manca all’appello Agostino Uletta! …’O guaglione sta’ durmenno ancora, è nu’ poco stanco! Sai com’è, povero figlio, …le donne lo hanno tenuto occupato per tutta la serata. …Aspettiamo ancora un po’ ed ecco che, alle ore otto, arriva Agostino tutto assonnato, entra nel pullman e tra paccheri e male parole, prende posto. Finalmente si parte!!! …Ma per andare dove!!?


Ahooo!! Ma non lo avete capito? …S’annamo a divertì!!

Annamo tutti a Marino!! …Ce sta ’a sagra dell’uva!!

 

…Lo vedi, ecco Marino la sagra c’è dell’uva

fontane che danno vino quant’abbondanza c’è.

Appresso ce viè Genzano cor pittoresco Albano

su viett’a diverti’ Nannì Nannì…

Leone CiprelliPoco prima di mezzogiorno, cantando Na Gita a li castelli, meglio nota come Nannì, scritta da Franco silvestri nel 1926, il nostro Pullman GT entra in Marino… Ciò che è poi successo, durante tutta la giornata, lo potrete intuire dalle immagini delle gallerie fotografiche che potrete visitare. Posso solo dire che, per molti, è stato un giorno “Di…vino”, una giornata solare trascorsa in compagnia di tanta gente che si è data appuntamento in questa ridente cittadina in provincia di Roma, per partecipare all’85a edizione della sagra più antica d’Italia: la Sagra dell’uva di Marino.

La prima edizione di questa tipica festa fu istituita e curata, nel 1925, da Leone Ciprelli, pseudonimo anagrammato di Ercole Pellini, poeta, editore e drammaturgo originario di Marino.

Da allora, per 85 anni e ogni anno in maniera diversa, con un’equilibrata combinazione di sacro e profano, gli organizzatori della sagra trasformano la quotidianità della città di Marino in uno spettacolo straordinario. Storia, arte, musica e vino, sono gli ingredienti di questa tradizionale festa, apparentemente pagana, che, in realtà, riserva una componente profondamente religiosa, le cui radici affondano in accadimenti storici molto antichi…

La Battaglia di Lepanto Paolo Veronese Lepanto 7 ottobre 1571, le forze navali ottomane comandate, da Mehmet Alì Pascià, si scontrarono con la flotta cristiana della Santa Alleanza comandata da don Giovanni d’Austria; il contingente di papa Pio V era guidato da Marcantonio II Colonna, signore di diversi feudi del Lazio fra cui Marino.

L’esito dello scontro è noto: i Turchi subirono una sconfitta che ridimensionò le loro mire espansionistiche nel Mediterraneo e in Europa. Lepanto passò alla storia come l’ultima battaglia navale della Cristianità, una sorta di  Armaghedòn, il vittorioso evento che salvò l’Europa dal diventare una colonia islamica.

In merito alla vittoria, papa Pio V ebbe a dire: “Non virtus, non arma, non duces, sed Maria Rosarii, victores nos fecit” (non il valore, non le armi, non i condottieri, ma la Madonna del Rosario ci ha fatto vincitori). Con queste parole egli proclamò la Madonna del Rosario protettrice dello Stato Pontificio ed ordinò che in tutte le località sottoposte al suo dominio temporale, il 7 Ottobre di ogni anno, si festeggiasse solennemente  la Vergine di Pompei.
…È all’interno di questo retaggio storico  e religioso che la sagra affonda le sue radici, ed è proprio in questo substrato di memoria collettiva che essa ha trovato la valenza di  tradizione popolare. Pur facendo ogni anno un salto indietro nel tempo, il suo scopo principale è divenuto quello di festeggiare l’inizio della vendemmia, valorizzare il prodotto vitivinicolo e promuovere il commercio dei prodotti tipici locali. In quest’ottica la Kermesse è diventata policroma, gioiosa, allegra, baccanale, …insomma,  ce n’è per tutti i gusti!
La festa a carattere sacro ha inizio alle 9,30 del mattino della prima domenica d’Ottobre. Il Vescovo della Diocesi di Albano celebra, nella Basilica di San Barnaba, la Santa Messa a cui fa seguito la solenne processione della Madonna del Rosario. Corteo storicoLa statua della Vergine, portata a spalla su una macchina barocca, è accompagnata dalle Confraternite, che sfilano con enormi crocifissi, stendardi e varie insegne; seguita dagli ordini religiosi e laici e da una grande folla di fedeli. Al termine, ritornando davanti alla Basilica di San Barnaba, si recita la supplica rivolta alla Madonna di Pompei e si consacra, secondo un’antica cerimonia, l’uva e il vino che alcuni bambini in costume tradizionale offrono alla Vergine a nome di tutto il popolo. Nel pomeriggio, tra una folla festante si commemora la vittoria di Lepanto con il Corteo Storico animato da centinaia di figuranti che sfilano, in bellissimi costumi rinascimentali, per ricordare l’effettivo trionfo che fu tributato a Marcantonio Colonna.

Fontana dei Quattro MoriIl culmine dei festeggiamenti si raggiunge al tramonto, quando dalla fontana dei 4 Mori sgorga vino anziché acqua. Il “miracolo” si protrae per circa un’ora e la fontana viene presa d’assalto dagli amanti dell’ebbrezza provenienti da tutta la penisola; ciascuno può bere a volontà tutto il vino che vuole …se ci riesce.

La fontana dei Quattro Mori fu edificata nel 1636 su progetto di Pompeo Castiglia per volere del principe Filippo I Colonna che voleva commemorare la vittoria sui Turchi ottenuta dal suo avo Marcantonio II Colonna.

Il tema artistico della fontana rispecchia la vittoria di Lepanto: otto turchi o mori, uomini e donne, denudati e incatenati ad una colonna di marmo, simbolo araldico della famiglia Colonna.

LuminarieLa festa prosegue, in serata, con concerti musicali, balli e allegre bevute, accompagnate da musiche e canzoni in dialetto romanesco in vari punti della città. Le spettacolari arcate, con le migliaia di piccole luci colorate, fondendosi con lo scenario urbano hanno reso fantastico un evento collettivo indimenticabile, che ogni anno attira numerosi cultori e curiosi.

A solo titolo di curiosità, un’ultima nota di colore,  le madrine della manifestazione sono state due soubrette televisive: Eva Henger, la madrina della sagra. Sara Varone, nelle vesti di Donna Felice Orsini (moglie di Marcantonio Colonna). Costantino Vitaliano nei panni di Marcantonio Colonna. …A proposito, non dimenticate che c'eravamo anche noi di San Potito Ultra!!!

Donato Di Stasi



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